domenica, Luglio 3, 2022

Yolo Generation: la rivoluzione delle dimissioni

Non ti piace il lavoro che stai facendo? Ti opprimono le classiche otto ore di lavoro? Ti senti alienato dal lavoro svolto? Sei insoddisfatto dei risultati che hai raggiunto? Ti stanno strette le quattro mura del tuo ufficio?

Se le tue risposte a queste domande sono positive allora benvenuto nella YOLO Generation!

In questi due anni passati in pandemia abbiamo avuto il modo di rivedere i nostri obiettivi e i nostri valori. Lo stare a casa, passare del tempo con i tuoi cari, ricoltivare le vecchie passioni, svolgere nuove attività… ci hanno permesso di capire che la vita va vissuta al meglio delle sue potenzialità senza perdere tempo con inutili preoccupazioni.

Così in tutto il mondo molti under 30 e under 40 insoddisfatti del proprio lavoro si sono dimessi per vagliare delle alternative che valorizzano la persona nel suo essere, con i suoi bisogni di benessere e i suoi obiettivi di crescita.

You only live once

L’acronimo YOLO deriva dall’espressione “You only live once” originariamente tratta dalla canzone the Motto di Drake, è stata utilizzata negli ultimi anni come sinonimo del carpe diem. Perfino il New York Times in un suo articolo cita tale espressione per spiegare che:

Molti ragazzi stanno abbandonando lavori stabili per avviare una nuova avventura post pandemia, trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno o finalmente lavorare su quel progetto che tanto si è sognato. Altri si fanno beffe della richiesta dei loro manager di tornare in ufficio e minacciano di dimettersi a meno che non siano autorizzati a lavorare dove e quando vogliono “.

Grazie alla remotizzazione del lavoro si sono creati più posti di lavoro anche valicando i confini nazionali, quindi, avendo il mondo a disposizione, i giovani Yolo non accettano più i compromessi non solo quelli proposti dai datori di lavoro ma anche quelli offerti in fase di colloquio. Qualora non venissero ascoltate determinate necessità, la Yolo generation è pronta alle dimissioni e a non accettare il contratto!

Questa nuova presa di coscienza porta con sè una graduale rivoluzione del mercato del lavoro; se prima era l’offerta che si adeguava al tipo di domanda di lavoro ora sono le aziende stesse che adeguano le offerte di lavoro alle necessità richieste dai candidati (ad esempio: smart working, maggiori benfit di welfare, orari flessibili, etc…).  

Yolo cultura i dati alla mano

Ma in che forme si concretizza la Yolo cultura? Si va da chi prende posizione per vedersi garantito un orario di lavoro flessibile o a chi lotta per lo smartworking, a chi manda curriculum e chi ha preferito cambiare radicalmente il proprio stile di vita.

La Microsoft ha condotto un’inchiesta condotta su 30.000 lavoratori in 31 paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, India, Indonesia, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Filippine, Polonia, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Regno Unito, Stati Uniti e Vietnam) per dimostrare come il mindset imprenditoriale delle generazioni più giovani stia avviando una “disruption” del vecchio modello aziendalistico tendendo verso il lavoro ibrido.

I dati attestano che a livello globale:

  • il 40% dei lavoratori ha deciso di cambiare lavoro nel 2021;
  • il 70% dei lavoratori patteggia per un lavoro flessibile;
  • tra le priorità di qualsiasi scelta lavorativa emerge il benessere sopra ogni altra cosa.
Fonte:Microsoft.com

La situazione è simile anche in Italia, secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, la percentuale di giovani che sta valutando di cambiare professione è del 33, i settori più gettonati sono: digitale, e-commerce e sanità.

In base ai dati riportati dal Ministero del Lavoro in Italia nel secondo trimestre del 2021 si sono verificate 484mila dimissioni volontarie segnando un +85% rispetto al 2020. Tale trend sta dando il via a un vero e proprio boom di aperture di nuove partite iva

…concludendo!

Questa spinta a vivere il momento potrebbe essere la chiave di svolta di un modello aziendalistico ed imprenditoriale volta alla tutela vera e propria del lavoratore. Le necessità e le aspettative dei dipendenti sono posti in primo piano durante la fase di contrattazione e per le aziende, colpite dalla grave crisi indotta dalla pandemia, potrebbe essere un ottimo spunto di ripartenza trasformando l’insoddisfazione in opportunità.

Ripensando ai propri modelli organizzativi le aziende potrebbero attirare giovani menti in fuga dai compromessi della vita professionale dando opportunità non solo sul piano economico ma ora più che mai anche sul piano valoriale.

Se gli ultimi due anni sono stati catastrofici per l’economia e per il mercato del lavoro, il 2022 si prospetta pieno di novità e di nuove speranze!

Shobini Ratnasingham
Redattrice di contenuti web. Appassionata di temi legati all'immigrazione in ambito giuridico e sociologico.

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