domenica, Luglio 3, 2022

Natale “n’che senso”

Esseri viventi galleggianti in un universo della cui natura abbiamo poche certezze: una tuttavia è che, a tenerci in vita, sia una palla di enorme calore nel cielo chiamata convenzionalmente Sole, Sun, Zon, Aurinko, Nap, Anyaunu, e in tanti altri modi.

L’esistenza stessa sul nostro pianeta, è difatti garantita dall’energia prodotta dalle continue reazioni nucleari del Sole, con i suoi rispettabili 10^30 Kg di idrogeno ed elio.

Foto da Solar Probe, la sonda attualmente più vicina al sole

Il solstizio d’inverno

Periodicamente, in un ciclo che alcuni chiamano anno, l’arco che la palla di enorme energia traccia nel cielo si abbassa, ricordandoci di quanto sia freddo e inospitale l’universo senza la sua presenza: il giorno si fa corto, il calore e la luce calano minacciosamente.

Gli esseri viventi, messi alle strette dal periodo più freddo, hanno trovato differenti modi per affrontare questa temibile prova: chi si rinchiude nella scorza di un seme, chi si addormenta in un lungo sonno a risparmio energetico, con il letargo o la caduta delle foglie, chi fa provviste. Alcuni altri, i funghi decompositori, hanno imparato a fare di questo periodo il loro regno.

Finché immancabilmente, un giorno, la palla di fuoco inverte la rotta: è il solstizio (parola che viene da “sol” e “sistere”, sole fermo); per tre giorni, dal 21 al 24 dicembre nell’emisfero nord del pezzo di roccia, l’arco che il sole percorre nel cielo rimane apparentemente lo stesso. Dal 25 dicembre l’arco tracciato dal Sole torna a salire, con promessa di nuova abbondanza di luce e calore.

Le prime celebrazioni

Da molti millenni l’umanità ha celebrato, comprensibilmente, tale accadimento. Questo evento cruciale e all’epoca misterioso, non essendone compresi appieno i meccanismi, fu accolto con svariati festeggiamenti nelle miriadi di culture che hanno abitato l’emisfero nord.

Vicino a noi, nella cultura latina, era il “Dies Natalis Solis Invicti”, il giorno di nascita del Sole invitto, il Sole che sconfigge le tenebre e rinasce. Se vogliamo, questa festa aveva un senso, era legata a un fatto tangibile.

L’evoluzione antropocentrica

Nei secoli successivi il destino ha voluto che il Natale si scollasse totalmente dalla realtà: a un certo punto il movimento cristiano, trasformatosi dopo pochi secoli da setta anarchica ante litteram a struttura rigida di dogmi e potere, ha imposto la sua narrazione, e quindi a (ri)nascere e darci vita non più il Sole ma il buon Gesù.

Questo distacco seguì logicamente quella che fu l’evoluzione del pensiero umano: l’uomo al centro, la naturaleza come corollario tutto sommato secondario, sicuramente inferiore.

La rivoluzione consumistica

Negli ultimi decenni avvenne un ulteriore cambiamento. L’uomo non è più al centro della società, ma lo sono i suoi averi. La persona diventa un mero compratore compulsivo e il Natale un’orgia consumistica, come ha scritto il buon Pier Paolo Pasolini:

“Tanti auguri ai fabbricanti di regali pagani!
Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali!
Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa Seicento!
Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!”

Via Facebook “Bakata Territorio AnarkoMarika”

Conclusioni

Il Rito sociale, sacro ineluttabile e dovere di ogni rispettabile cittadino, diventa abbuffata di cibo, spreco alimentare e corsa al regalo a ogni costo, traffico infernale e borse cariche di cose. Secondo un ultimo dato del Natale 2019, sono stati prodotti in Italia, solo di packaging, 75 milioni di tonnellate di spazzatura, la capienza di una singola discarica. Per cui, avendo in mente che di monnezza stiamo inondando l’intero pianeta, forse dovremo augurarci una rinascita diversa, una rinascita dalla spazzatura e dalle abbuffate…buon Natale!

Dario Delfino
Classe 1989, nato e vissuto a Torino, laureato in Medicina e Chirurgia nel 2015, con interesse per la medicina psichedelica, la storia, l'esplorazione spaziale, gli scacchi e la rivoluzione sociale.

Related Articles

Stay Connected

Latest Articles