domenica, Luglio 3, 2022

UE: colore vietato per i tatuaggi?

C’è chi li ama, e chi li considera pura espressione di moda del momento, chi li valuta come una vera e propria forma d’ arte e chi, intriso di una vecchia retorica stereotipata, li definisce “il marchio da galeotto”.

Il Santo tatuaggio cristiano

Una cosa è certa: i tatuaggi sono una vera e propria pratica, con origini antichissime e dai significati più disparati:

  • gli egizi tatuavano il defunto per adornarlo durante il rito funebre;
  • i celti si imprimevano nella pelle gli animali che veneravano;
  • i romani, che consideravano il corpo come un tempio sacro, marchiavano i condannati e gli schiavi
  • e infine i cristiani, durante le crociate, si facevano tatuare la celebre croce simbolo di tante battaglie.

Ma veniamo a noi:

È da giorni che imperversa nel web una news relativa al mondo dell’inchiostro su pelle.
“Addio ai tatuaggi a colori, stretta della Ue: dal 4 gennaio solo in bianco e nero” strillano i titoli dei giornali più importanti. Nessuno si è fatto sfuggire una notizia così sconvolgente, in grado di generare terrore e fobia di massa. Come si sa i media vanno a nozze con queste cose: generare il panico fornendo dati allarmanti di studi scientifici mai certificati, o fornendo frasi decontestualizzate “I TATUAGGI COLORATI SONO CANGEROGENI, l’ho dice l’Unione Europea.

E tutti a correre ai ripari, perché se si è pronunciata su ciò l’UE, questa entità astratta, allora la notizia è vera, e questo significa che metà della popolazione ha una spada di Damocle che pende sulla testa, pronto a colpirli a suon di inchiostro rosso e giallo.

Ma, è proprio così?

In realtà le cose stanno diversamente. Partiamo con il dire che, a meno che non siate andati a farvi tatuare dal macellaio sotto casa, ogni tatuatore abilitato che si rispetti, utilizza solo inchiostri, il cui uso è regolamentato dall’Unione Europea, e far trapelare la notizia che i tatuaggi colorati sono vietati, genera sconforto nei confronti di un settore sempre aggiornato e in crescita. Risulta quindi, per noi, importante, far luce e chiarezza su quanto successo.

L’Unione Europea ha semplicemente deciso di aggiornare la lista delle sostanze tossiche e infatti, a partire dal prossimo anno saranno vietati alcuni sostanze atte a realizzare quel determinato pigmento.
Dal 2023, risulta però, che le cose potrebbero complicarsi per due pigmenti – il blu 15 e il verde 7 – che verranno banditi con la conseguente limitazione alla gamma dei pigmenti.

A chi potrebbe interessare questa cosa? Beh…
Secondo una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, risalente al 2019, in Italia sono quasi sette milioni, le persone che hanno almeno un tatuaggio, il 13% della popolazione. Dai dati emerge che i tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%).

UE: colore vietato per i tatuaggi? Di quali limitazioni si tratta?

L’isopropanolo, il solvente che l’Ue ha deciso di vietare in quanto potenzialmente dannoso per la pelle, dovrà essere sostituito.
Alcune sostanze, come il nichel e il cromo, potranno essere contenute solo in percentuali minime stabilite sempre dall’Unione. Sarà anche necessario possedere pigmenti privi di queste sostanze, in modo tale da prevenire ed evitare allergie o l’insorgere di patologie potenzialmente cancerogene.

Gli artisti della pelle dovranno attendere novità in merito per poter essere idonei e praticare con le nuove regole senza rischiare sanzioni.
Ancora sul mercato non si trovano delle alternative ma le grandi aziende internazionali che li producono rassicurano “entro il 4 gennaio saranno pronti.”

UE: colore vietato per i tatuaggi?
Cosa prevedono le nuove regole?

Sarà obbligatorio informare l’utente sui pigmenti utilizzati, le etichette dei pigmenti dovranno essere in lingua italiana e dovranno contenere la dicitura ‘Miscela per tatuaggi o trucco permanente’ e recare un numero di riferimento unico per l’identificazione del lotto. Il tatuatore condividerà col produttore e con il distributore le responsabilità anche di carattere penale qualora utilizzi pigmenti vietati o non approvati dai rigidi standard della comunità europea.

Piccola postilla: c’è da sottolineare che molti professionisti del mestiere, in quanto tali, già usavano questo iter pre-tattoo.

L’Europa ha sempre avuto tra le normative più severe al mondo per quanto riguarda i pigmenti. Ora con questa nuova stretta, tatuarsi in Europa diventerà sinonimo di grande garanzia. Una tradizione che si rinforza.

Cosa ci aspettiamo?

Ogni regola ingenera, di solito, contentezza da una parte e amarezza dall’altra, ma l’importante è rimanere sempre ligi alle regole, soprattutto quando si tratta di salute.
Per tutte quelle persone interessate a ritoccarsi con disegni più o meno significativi (e più o meno belli) suggeriamo pazienza o, eventualmente, di recarsi da un tatuatore già aggiornato con eventuali pigmenti sostitutivi regolamentati dalla Comunità.

Proponiamo pratiche alternative per aggiungere personalità alla propria presenza (proposta a scopo ispirazionale):

  • esistono tatuaggi all’henné che, anche se non permanenti, colorano la pelle in modo naturale permettendo inoltre, eventuali ripensamenti e aggiornamenti costanti;
  • sul mercato si trovano bande trasparenti disegnate che riproducono differenti fantasie e possono essere indossate e rimosse come calzini simulando la presenza di un tattoo;
  • un bel vestito o una bella maglietta spesso aiutano a cambiare la percezione che hanno gli altri di una persona;
  • lavorare sul proprio essere con viaggi all’estero, corsi di meditazione o letture interessanti spesso aiutano ad arricchire il proprio bagaglio personale o accettarsi per come si é
  • se proprio non potete fare a meno di un po’ di colore extra nelle vostre vite, potreste cominciare un corso di pittura o per i più abbienti, ricolorare le pareti di casa, magari partendo dai muri di camera vostra?


Scherzi a parte, arriveranno nuove soluzioni e prodotti piú salutari, questo dovrebbe rendere tutti piú felici e soprattutto piú sicuri.
Non temete per i vostri tatuaggi.

Un abbraccio colorato a tutti voi!

Per maggiori informazioni al riguardo si rimanda al sito del Centro Nazionale Sostanze Chimiche CNSC per ulteriori news invece potete procedere qui

deme
Grafico, web designer da Malta

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