domenica, Luglio 3, 2022

Ancora sul tetto del mondo Magnus Carlsen

10 Dicembre 2021. Undicesima partita tra Magnus Carlsen e Ian Nepomniachtchi valida per il mondiale di scacchi. Il norvegese vince, si porta sul 7.5 a 3.5 per lui, aggiudicandosi, matematicamente, il titolo e confermandosi il miglior scacchista del mondo dal 2013.

Premessa

Le attese per questo scontro erano elevatissime, la contesa per il titolo vedeva scontrarsi il campione del mondo, Magnus Carlsen, e il vincitore del torneo dei candidati Ian Nepomniachtchi.

Il torneo dei candidati è una competizione in cui partecipano otto tra i migliori scacchisti al mondo, che vi accedono tramite Elo (punteggio associato ad ogni giocatore) o mediante la vittoria in altri prestigiosi tornei.

Il vincitore di questo torneo sfiderà, successivamente, il campione mondiale in carica per il titolo.

L’anno scorso la competizione fu dominata da Ian Nepomniachtchi, il quale mostrò un’abilità scacchistica offensiva devastante riuscendo, contro molti pronostici, a festeggiare la vittoria con addirittura una partita d’anticipo.

Da contare, nel medesimo anno, inoltre, i numerosi scontri tenutesi in partita tra Magnus Carlsen e il russo, con quest’ultimo che è sempre stato in grado di mettere non solo in difficoltà il campione del mondo ma, anche, in alcune occasioni, di batterlo.

Nelle partite standard (le partite di scacchi con oltre 90 minuti a testa più un bonus di tempo per ogni mossa) Nepomniachtchi era l’unico giocatore a detenere un record positivo negli scontri contro il norvegese (3-1).

Nei mesi precedenti al mondiale, i due giocatori hanno adottato approcci e preparazioni totalmente differenti: Carlsen ha deciso di partecipare a tutti i tornei più importanti prima della competizione mondiale; Nepomniachtchi, invece, ha preferito non partecipare a nessun evento, per concentrarsi meglio su questa grande occasione con i suoi allenatori.

Tutto lasciava intendere che la sfida tra i due rivali sarebbe stata epica.

Il mondiale

Le prime quattro partite del mondiale si sono concluse con quattro patte. I due giocatori si equivalgono nel gioco e nessuno dei due pare in grado di battere l’altro.

Molti commentatori iniziano a parlare di come i due si potrebbero comportare nelle partite rapide, casomai questo equilibrio non dovesse rompersi nel corso dei successivi dieci match.

Il mondiale di scacchi difatti consta di 14 partite standard (90 minuti + 30 secondi a mossa e dei bonus di tempo a partire dalla 40esima mossa), al termine delle quali vince il giocatore in grado di conquistare più di 7 punti. Il punteggio assegnato a ogni giocatore è 1 punto in caso di vittoria, di 0.5 in caso di pareggio e 0 in caso di sconfitta.

Nell’eventualità in cui al termine delle 14 partite il risultato sia di 7-7 tra i contendenti, allora si giocheranno 4 partite rapide (25 minuti) che decreteranno il nuovo campione.

I commentatori dell’evento, ci raccontano della dura preparazione di Ian Nepomniachtchi, di come ha migliorato la propria gestione delle partite rapide e su come l’arrivo a questa fase finale del mondiale potesse essere un vantaggio per lui.

Ma tutto cambia a partire dalla quinta partita. Il match più lungo della storia degli scacchi con 136 mosse, durato circa 8 ore, vede trionfare Carlsen che si porta sul 3.5 a 2.5.

Da qui in avanti i successivi scontri non hanno più storia. La sconfitta fa scattare qualcosa nella testa di Nepomniachtchi, che non riesce più a entrare in partita e commette una serie di errori banali nei successivi scontri. Dal quinto match a oggi, lo score vedrà infatti 2 pareggi e 4 vittorie per Carlsen, l’ultima delle quali, quella di oggi, è stata decisiva per l’assegnazione del titolo.

Conclusioni

In molti, sia tra i commentatori sia tra i gran maestri che hanno seguito l’evento, si sono espressi sul livello di gioco di Nepomniachtchi, giudicandolo non idoneo a competere in questa manifestazione.

Ricordo le gesta sulla scacchiera dello scorso anno di “Nepo” e reputo questi commenti ingiuriosi per alcuni e invidiosi per altri, che avrebbero voluto sedersi al suo posto.

La questione non penso sia relativa alla qualità scacchistica del giocatore. Nessuno senza una conoscenza immensa del gioco e un’abilità clamorosa in questa disciplina, è in grado di arrivare a contendersi il titolo del mondiale.

Tuttavia negli scacchi, come nella vita, di “batoste” ne arrivano tante e c’è bisogno di saperle incassare per poter ottenere dei risultati, e probabilmente è ciò che ha messo più in difficoltà il contendente di Carlsen.

Negli anni, Nepo è stato il giocatore che mi ha emozionato maggiormente per quanto riguarda il livello di gioco espresso (vedi lo scorso anno) e sono certo che, superata e smaltita questa sconfitta, sarà in grado di presentarsi al prossimo torneo dei candidati per rivincerlo e giocarsi con maggiore esperienza e tranquillità nuovamente il titolo con Carlsen.

In tutto ciò comunque, è necessario fare i complimenti a Carlsen: detentore di una forza mentale in grado di non fargli mai perdere la concentrazione e l’attenzione, e , anche in questa disciplina, pare un campione.

A ogni modo, per ciò che conta, ci teniamo a offrire tutto il nostro sostegno allo sconfitto e “andiamo a Berlino Nepo”!

Gilberto Minozzi
Programmatore open source, appassionato di scacchi, moto e basket.

Related Articles

Stay Connected

Latest Articles