sabato, Luglio 2, 2022

Hasta Renatino siempre!

È uscita una nuova serie, targata Parmigiano Reggiano, suddivisa in più pubblicità di presentazione del prodotto, decisamente imbarazzante, che ha fatto impazzire il web. La trama principale è la seguente: un gruppo di amici osserva la produzione e consuma il famoso formaggio, al fine di esaltarne la qualità e il marchio.

Fin qui nulla di strano, sarebbe una pubblicità come un’altra, se non fosse che si palesano allo spettatore delle scene a dir poco incresciose, atte a esaltare degli aspetti perversi e tossici della società e della condizione umana.

Renatino

Renatino, felice di essere sfruttato

L’episodio che al momento sta facendo discutere maggiormente vede coinvolto Renatino, un operaio di uno stabilimento del marchio. Viene presentato come “l’additivo in più” del prodotto, specificando che lavora da quando ha 18 anni, 365 giorni l’anno.

Successivamente all’introduzione del personaggio, ci si aspetterebbe da parte del gruppo una sorta di indignazione, a seguito della visione di un lavoratore nella sua condizione, dovendo prestare servizio ogni giorno della sua vita da parecchi anni.

Invece qui arriva la magia, dapprima lui, a seguito di questa premessa sorride soddisfatto della sua situazione lavorativa; successivamente i ragazzi in visita, dopo aver mostrato sorrisi compiaciuti alla notizia dello sfruttamento di Renatino, gli fanno immediatamente apprezzamenti per il suo stato e successivamente, gustando il prodotto, sostengono di sentire il lavoro del nostro eroe in bocca, mai mancando di manifestare la propria gioia nel vedere i diritti del lavoratore violati. Si potrebbe dire cornuto e mazziato.

Non è tanto la volontà del marchio di mostrare come i propri dipendenti siano onorati di lavorare per questa azienda che sconcerta, ma il fatto stesso di pensare di poter produrre una pubblicità del genere che inorridisce.

Viviamo purtroppo in una società capitalista, che vede tutti noi come macchine da produzione, provando anche a convincerci che questa nostra condizione, ci dovrebbe appagare. Lavorare sodo per arricchire “la nostra azienda”, sebbene poi i profitti non siano distribuiti in maniera equa.

In una società “sana”, una pubblicità del genere non verrebbe neanche immaginata dal più grande dei troll per promuovere un prodotto, invece qui da noi va in onda, ma non finisce qui.

Deridere le patologie mentali

Forse ancora più vergognosa della precedente, sebbene non abbia al momento suscitato lo stesso scalpore della precedente, è la seguente scena: uno dei ragazzi del gruppo soffre di disturbi d’ansia.

Il tossico d’ansia

Fin qui, tutto bene. Finalmente si sensibilizza questa patologia? Si indirizzerà il pubblico a non banalizzare o minimizzare uno dei più grandi problemi che paralizzano i giovani di oggi?

Ebbene, nello spot, il fanciullo ci viene presentato come un tossico, incapace di staccarsi dalle proprie “goccine” per stare sereno. Per uno spettatore normale, già questo basterebbe per farlo arrabbiare.

Invece il regista, non pago della derisione di questa figura goliardica che ha cucito attorno ad una persona in difficoltà, rincara la dose. Gli altri esponenti del gruppo, difatti, prima iniziano a prenderlo in giro per la sua condizione, successivamente, quando una ragazza comunica la sua preoccupazione per lo stato dell’“amico tossico” a un altro della compagnia, lui le suggerisce di stare serena, perché gli ha sostituito le gocce con dell’acqua. Tutto questo sempre ridendo.

Cioè ma stiamo scherzando? Cosa ci sarebbe di divertente nel sostituire delle medicine a una persona che le necessita? Non bastava lo sfruttamento del lavoratore e ridicolizzare una persona in difficoltà? Bisognava anche aggiungere il bullismo come tematica ironica?

Conclusione

Ci sono tante cose che fanno schifo e non funzionano nella nostra società, questa serie di spot ci teneva a rendersi baluardo di alcune di queste. Spero vivamente che vengano chiuse e querelati/licenziati i responsabili di questo abominio.

Possiamo essere meglio di così, e dovremmo forse svegliarci tutti per evitare che cose del genere si possa anche solo pensare di farle. Dobbiamo ricostruire il rispetto per tutte le persone, esaltando la collettività e la cooperazione tra “noi ultimi”, necessarie per non farci prendere in giro da chi il potere ce l’ha e non ha alcuna intenzione di spartirlo con gli altri.

Hasta Renatino siempre!

Gilberto Minozzi
Programmatore open source, appassionato di scacchi, moto e basket.

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