domenica, Luglio 3, 2022

Black Friday: lo sconto della norma!

In questo periodo dell’anno, da diverso tempo anche in Italia, negozi e centri commerciali si preparano al c.d. “Black Friday“. Proprio nelle settimane centrali del mese di novembre veniamo letteralmente inondati da numerosi messaggi pubblicitari che promuovono irresistibili sconti

Si tratta di un evento di origine americana, prettamente commerciale, che si svolge il venerdì successivo al Thanksgiving day. Nel 1924 i grandi magazzini Macy’s iniziarono a proporre sconti senza precedenti in grado di attrarre migliaia di persone e a segnare da quel giorno, l’inizio dello shopping natalizio.

Ma perché questo venerdì venne definito “nero”? Secondo la teoria più accreditata, il Black Friday ebbe una portata tale da colorare di nero i conti delle aziende commerciali (in opposizione al rosso delle perdite). Fu, però, negli anni ‘80 che il Black Friday esplose a livello nazionale, entrando, di fatto, nella tradizione americana. Ad oggi numerose aziende americane concedono ai propri dipendenti un giorno di ferie per approfittare delle offerte.

Macy’s, nel 2021.

Grazie all’innegabile successo, si è poi diffuso in tutto il mondo, anche se in forma più contenuta che negli Stati Uniti dove non di rado gli acquirenti trascorrono la notte fuori dal negozio in attesa dell’apertura delle porte, per accaparrarsi prodotti ed articoli super scontati.


In Italia sono ormai numerose le aziende che vi aderiscono, spinte anche dalla necessità di sopravvivere rispetto alla concorrenza dei big dell’e-commerce. Si tratta quindi di un fenomeno in continua espansione.

Ma qual è la normativa che si applica a tale evento?

Ebbene, il legislatore italiano non ha inteso ancora regolare le promozioni del Black Friday, ma vi è di più se si considera che la normativa vigente e in particolare il D.lgs 114/1998, vieta alle aziende di effettuare promozioni nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi. Il suindicato decreto disciplina le vendite straordinarie quali vendite di liquidazione, di fine stagione e promozionali nelle quali l’esercente offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.

Le vendite di liquidazione sono effettuate dall’esercente al fine di esaurire le merci, a seguito di cessazione dell’attività commerciale, cessione o trasferimento dell’azienda, trasformazione o rinnovo dei locali e possono effettuarsi in qualunque momento dell’anno, previa comunicazione al Comune.

Le vendite di fine stagione – comunemente chiamate “Saldi” – riguardano i prodotti di carattere stagionale o articoli di moda (non prodotti alimentari), soggetti a notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo (possono effettuarsi solo in due periodi dell’anno: dal primo sabato di luglio al 31 agosto e dal primo sabato di gennaio al 28 febbraio). Le vendite promozionali, se hanno ad oggetto articoli stagionali o di moda sono effettuate dall’esercente per periodi di tempo limitato – si esclude il periodo dei saldi e i trenta giorni antecedenti. Dette limitazioni non si applicano ai prodotti alimentari, per l’igiene della persona e della casa.

Per vendita sottocosto si intende la vendita di prodotti effettuata a un prezzo inferiore rispetto alle fatture di acquisto e non può essere fatta più di tre volte all’anno. Deve inoltre essere segnalata al Comune di appartenenza e la durata non deve superare i 10 giorni.


Come anzidetto, le vendite promozionali sono soggette a vincoli e restrizioni, in particolare non sono consentite nei 30 giorni antecedenti i saldi estivi e invernali (l’azienda verrebbe sanzionata con multe fino a 1000€).

È chiaro quindi che il “Black Friday” contrasta con la normativa analizzata. E infatti, solamente nel 2016, il Comune di Milano ha accolto le richieste dei commercianti e delle associazioni di categoria di partecipare al Black Friday senza conseguenze sanzionatorie. La risposta affermativa dell’Ente aveva come obiettivo la tutela delle aziende in concorrenza con le multinazionali e i colossi dell’e-commerce.

I commercianti, da allora, possono scegliere discrezionalmente se aderire o meno al “Black Friday” promuovendo imperdibili sconti. Ad oggi le aziende commerciali italiane restano ancora in attesa di una modifica della normativa che sia rispondente alle nuove esigenze di mercato.

Avv. Francesca Mirabelli
Avvocato. Laurea in giurisprudenza presso Università degli Studi di Torino. Collaboratore di intermediario assicurativo.

Related Articles

Stay Connected

Latest Articles